INDUSTRIA 4.0, LA SCOMMESSA DEL GOVERNO SULLE PMI.
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Quali sono le caratteristiche del nuovo piano del Governo per supportare le Piccole Medie Imprese italiane.

 
E' notizia fresca fresca il piano nazionale del Governo che vede come beneficiarie le PMI italiane.
 
Le Piccole Medie Imprese sono infatti al centro del Progetto Industria 4.0, che punta tutto su 3 pilastri:
  • Investimenti
  • Innovazione
  • Produttività
 
Per raggiungere tali obiettivi, la strada che si è deciso di intraprendere tocca diversi punti su cui si è deciso di scommettere, tra cui incentivi fiscali, attivabili direttamente dall'impresa e che prevedono super-ammortamenti per acquisto di beni strumentali e iper-ammortamenti per investimenti in digitalizzazione (segno che ormai non è più tempo per ignorare o sottovalutare l'importanza e l'uso della tecnologia in tutti i settori lavorativi), che si sommano a crediti d'imposta per investimenti incrementali specifici per settori di ricerca e sviluppo.
 
 
FINANZA AGEVOLATA
 
Si parla poi di  una Finanza agevolata per chi investe in start-up e PMI innovative in maniera convinta e coraggiosa (sul piatto va messo almeno 1 miliardo di euro, mica briciole) può usufruire di una detrazione fiscale pari al 30%
 
In più, rimanendo sul versante finanziario, nuove imprese 4.0 e brevetti innovativi nel campo della tecnologia potranno beneficiare di diversi finanziamenti pubblici.
 
 
 
Riguardo al lavoro, si punta ad un rafforzamento dei premi di produttività, oltre che ad investimenti massicci in infrastrutture digitali con banda ultra larga anche nelle "aree grigie" (dove tra l'altro si trova il 69% delle imprese).
 
 

Uno spazio importante viene poi dedicato allo sviluppo di
nuove competenze, sfruttando il supporto di scuole, università e centri di ricerca.

In particolare saranno i poli universitari di Bari, Bologna, Milano, Napoli, Pisa, Roma, insieme ad altre università venete ad essere i più sollecitati nello sviluppo di strutture e competenze volte a supportare le PMI nel loro percorso di crescita.
 
Il piano prevede  un occhio di riguardo anche per le varie competenze aziendali, con un tutoraggio one-to-one per consentire alle PMI di mettere a punto piani industriali e tecnologici di lungo periodo.
 
 
 
Secondo il ministro Calenda, siamo di fronte ad un piano focalizzato sulla fiducia nell'impresa, con il Governo che mette a disposizione strumenti, fondi, incentivi ed infrastrutture di cui le PMI potranno godere a patto però di proseguire "con le proprie gambe".
 


Insomma, almeno apparentemente sembra che qualcosa si stia muovendo in favore dello sviluppo e la salvaguardia delle PMI.

Solo il tempo potrà dirci quanto sarà stato determinante e cosa effettivamente sarà cambiato grazie a questo piano.
Siamo ormai troppo disincantati e finché non siamo davanti a fatti e risultati concreti, il pessimismo la fa da padrone.

Ma questo piano, almeno nella forma, dimostra in maniera esplicita un interesse concreto per le Piccole medie imprese italiane, segno che forse si può guardare con un pizzico di ottimismo in più al futuro.
 
 
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