C'» VITA DOPO I VOUCHER? ECCO COME PU“ CAMBIARE IL LAVORO OCCASIONALE
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Addio ai buoni lavoro, che aprono un periodo di transizione per l'avanzata di nuove alternative



In data 16 marzo è stata votata dalla Commissione Lavoro della Camera l'abolizione dei tanto discussi voucher.
 


E pensare che la notizia è stata abbastanza inaspettata, visto che basta tornare indietro solamente di qualche mese per scoprire come in data 8 ottobre sia stata riformata la normativa sui buoni lavoro, estendendoli a tutti i settori produttivi.
 
La svolta è avvenuta a seguito della proposta avanzata dalla CGIL, che puntava ad un referendum abrogativo.
Troppo delicata la situazione (soprattutto politica) per rischiare, così per evitare lo scontro referendario la Commissione Lavoro ha optato per l'eliminazione senza pietà dei buoni lavoro.
 


"Ma io che ho fatto scorta di voucher da utilizzare in futuro, ora cosa me ne faccio?"
 


Tranquilli, l'eliminazione definitiva sarà abbastanza soft.

La proposta votata in Commissione infatti vieta l'acquisto e l'utilizzo  dei  voucher a partire dall'emissione del decreto (e quindi da Marzo 2017), ma i voucher già acquistati - nello specifico quelli acquistati entro il 7 marzo - saranno utilizzabili fino al 31/12/2017
 

Quindi niente panico, perché si apre un periodo di transizione, in cui i datori di lavoro avranno tempo per pensare a come riorganizzare le proprie risorse relativamente ai propri dipendenti.
 

Il problema è che questo periodo di transizione crea dei poco simpatici vuoti normativi, poiché insieme ai voucher sono state abrogate anche tutte le leggi che li regolavano. 

Questo cosa vuol dire? 

Che i voucher già acquistati ed utilizzabili fino al 31 dicembre 2017 sono di fatto senza leggi.

E senza il buonsenso di tutti i soggetti in gioco si rischia un far west senza regole, in cui i datori di lavoro possono fare il bello e il cattivo tempo con i voucher già acquistati non essendoci più leggi attive per tenerli sotto controllo.


Ma...c'è vita dopo i voucher?
 


È sicuramente la domanda più gettonata da tutti quelli che contavano in maniera particolare su questo sistema di retribuzione, e che ora si sentiranno sicuramente spiazzati.  
 

La risposta è SI, c'è vita.
Il problema sta nel capire che tipo di vita ci aspetta.
 



Quali alternative ci sono all'orizzonte?
 
 
Un sistema che ha rappresentato già in passato e rappresenta tutt'ora una seria alternativa ai voucher è quello della Somministrazione a tempo determinato con Monte Ore retribuito Garantito.  Per gli amici, M.O.G.
 
Questa modalità contrattuale nasce con la missione di ricondurre tutte quelle tipologie contrattuali che fanno degli aggettivi "flessibile", "accessorio", "occasionale" le loro parole chiave, alla somministrazione di lavoro come forma contrattuale maggiormente tutelata e garantita.

Ma come funzionaIn breve


a) L'agenzia del lavoro stipula un contratto in somministrazione a tempo determinato, della durata minima di 3 mesi, con il lavoratore.

b) Al lavoratore viene garantito il 25% di retribuzione minima al mese, in base all'orario di lavoro normale a tempo pieno che viene applicato nell'azienda utilizzatrice.
Tradotto, il monte ore garantito.


c) Oltre al monte ore, all'interno di questo contratto deve essere indicata anche una fascia oraria entro la quale svolgere l'attività richiesta, fascia oraria che va scelta tra le opzioni:

- antimeridiana (dalle 6.00 alle 14.00)
- postmeridiana (dalle 14.00 alle 22.00)
- serale notturna (dalle 22.00 alle 6.00)
- fascia oraria alternativa (6 ore massimo, da specificare nel contratto di assunzione).


Sulle fasce orarie non pende una grande rigidità, infatti possono essere modificate in qualsiasi momento successivo, le uniche precondizioni sono il consenso del lavoratore e il preavviso che non deve mai essere inferiore ad una settimana. 



Altre due IPOTESI alternative per il futuro, potrebbero essere prese in prestito dal modello francese e tedesco.


1) Lo spunto preso dalla Francia riguarda i cosiddetti Assegni Lavoro.

Questi Assegni possono essere utilizzati esclusivamente dalle famiglie, presentano limiti temporali e di guadagno abbastanza stretti e, cosa da non sottovalutare, non è possibile abusarne, dal momento che tutte le varie operazioni (nel caso della Francia) devono avvenire registrandosi presso il centro nazionale CESU.

Si possono considerare una sorta di assistenza sociale, essendo utilizzati molto ad esempio per l'aiuto agli anziani.

Tutto il sistema è centralizzato, e per ottenere questi assegni bisognerà affrontare un iter burocratico che prevede compilazione di moduli, iscrizione ad un portale e fornitura dei propri dati di conto corrente.    
Questo può essere considerato un po' il lato negativo di questi Assegni francesi, che si dimostrano decisamente più macchinosi rispetto ai nostri zombie voucher acquistabili invece praticamente in qualsiasi momento e in una semplice tabaccheria.





2)
La terza alternativa guarda alla Germania, con l'attenzione che si sposta dalle famiglie direttamente alle imprese.


Si tratta di sviluppare un sistema sulla scia dei "mini-job" tedeschi, che possono essere utilizzati per pagare prestazioni di lavoro occasionali.

Presentano un tetto massimo mensile di 450€, non così ferreo (può essere infatti superato in situazioni particolari, come ad esempio picchi stagionali con lavoro molto intenso). Ciò che è essenziale invece è che non venga superato il limite dei 5.400€ all'anno. 


Tra gli aspetti positivi, il fatto che questi mini-job garantiscono rispetto ai nostri vecchi voucher una maggiore copertura assicurativa, sanitaria e contributiva (dei 450€ dati al lavoratore, il datore ne deve pagare 200 circa in assicurazione e contributi).


Questa è però la soluzione più simile proprio a quei buoni lavoro che si intendono eliminare, con il rischio che possano tornare in circolazione semplicemente con qualche ritocchino al look ma non cambiando, di fatto, nella sostanza. 




Diverse soluzioni, ognuna con i propri lati positivi e i propri lati negativi, per un sistema delicato che andrebbe prima di tutto tutelato maggiormente a livello legislativo e burocratico.


Insomma, possibilità di vita dopo i voucher esistono. Ma solo il futuro (si spera non troppo remoto) potrà dirci che tipo di vita ci aspetterà.
COME POSSIAMO AIUTARE LA TUA ATTIVITA'?





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