Le nuove misure da attuare in aziende private per i lavoratori senza green pass

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OBBLIGO DI PRESENTAZIONE DEL GREEN PASS PER ENTRARE IN AZIENDA

Durante il consiglio dei ministri numero 36, tenutosi in data 16 settembre 2021, sono state approvate le nuove misure di contenimento alla diffusione del COVID19, con l’introduzione dell’obbligo di presentare il Certificato Verde (Green Pass) per accedere nei locali aziendali, per tutti lavoratori di aziende pubbliche e private. 
 
Tale disposizione saranno in vigore dal 15 ottobre 2021.

 
Ricordiamo che il Green Pass viene rilasciato al verificarsi di 3 situazioni: 
 
  1. avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo;
  2. avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento ;
  3. effettuazione di test antigenico rapido, molecolare o salivare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

Ogni cittadino che soddisfa una delle predette condizioni, può scaricare il proprio Certificato Verde dal sito: Home - Certificazione verde COVID-19 (dgc.gov.it)

 

In sintesi gli obblighi introdotti sono:


  • Green pass obbligatorio per l’accesso in ogni luogo di lavoro privato;
  • Datori di lavoro responsabili dei controlli;
  • Sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione in caso di mancanza di green pass;
  • Sanzioni da 600 a 1500 euro per lavoratori entrati senza green pass;
  • Procedura di sostituzione temporanea del lavoratore sprovvisto di certificato verde nelle aziende sotto i 15 dipendenti.

Come già detto, tali regole entrano in vigore dal 15 ottobre 2021, questo significa che entro tale data il Datore di Lavoro, essendo responsabile di tale verifica, deve programmare le modalità di accesso, organizzative, di verifica e contestazione violazioni. Il datore di lavoro deve individuare con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni.

I controlli devo essere eseguiti in fase di accesso all’azienda oppure a campione durante la giornata lavorativa. 

Tale programmazione va riportata all’interno del “DVR.Covid19”, in vigore dal 24 aprile 2020, che integra il comune DVR già presente all’interno delle aziende, così da stabilire la corretta organizzazione aziendale affinché le attività lavorative si svolgano in conformità alle prescrizioni anti-contagio impartite dall’Autorità.



Cosa fare con i dipendenti che non hanno il Green Pass?


Il dipendente nel caso in cui comunichi di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato “sospeso”, per tutte le aziende sotto i 15 dipendenti la sospensione avviene dopo il 5° giorno dalla mancata presentazione del Certificato Verde.

Il rapporto di lavoro è sospeso senza stipendio fino alla presentazione della predetta certificazione, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. 

Date queste ultime disposizioni, si deve prevedere che per accedere in azienda il dipendente debba sottoporsi ad un tampone (orofaringeo oppure salivare) ogni 48h. 

Fortunatamente il decreto prevede anche l’obbligo per le farmacie di somministrare i test antigenici rapidi applicando i prezzi definiti nel protocollo d’intesa siglato dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, d’intesa con il Ministro della salute. Il costo del tampone è di 15 euro .


Per coloro che lavorano in Smart Working è richiesto il Green Pass ? 


Rileggendo le ”Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”, si evince che viene richiesto per l’accesso ai locali aziendali, pertanto ai lavoratori che sono in Smart Working, non viene richiesto il Certificato Verde.


Il miglior consiglio che possiamo dare, per tutti coloro che ne hanno la possibilità è quello di riattivare o continuare a mantenere la modalità Smart Working, così da consentire all’attività aziendale di non fermarmi ed al lavoratore di svolgere la sua funzione e continuare a ricevere lo stipendio.

Ove tale modalità è impossibile rimane in capo alla responsabilità del datore di lavoro applicare le modalità più consone al rispetto delle regole in armonia con le esigenze di produzione aziendali.
 

Hai adeguato l’azienda a queste nuove disposizioni ? 

Hai in azienda il DVR.Covid19 ? 


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