Rischio stradale






Riguardo ai numeri sempre troppo alti degli infortuni professionali gravi e mortali che avvengono nel nostro Paese è sempre importante ricordare che una grande parte di questi infortuni avviene su strada, in occasione di lavoro e in itinere.


Il panorama degli incidenti stradali, non solo in relazione agli infortuni di lavoro, continua ad essere allarmante e richiede una maggiore consapevolezza da parte delle Istituzioni e degli stessi conducenti.


Dobbiamo essere consapevoli “della serietà del problema che, troppo spesso, è provocato da irresponsabilità, distrazione, superficialità, imperizia ed impegnarci seriamente al rispetto delle regole.

Anche perché “rispettare le regole, per chi è impegnato alla guida, durante lo svolgimento del proprio lavoro è anche un obbligo previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro”.

A ricordarlo è il Quaderno informativo n. 17, intitolato “La sicurezza e.… la guida”, elaborato dall’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e pubblicato nel Portale dell’Ateneo. L'obiettivo del documento, non recente ma ancora attuale, è di sensibilizzare, nell'ambito delle azioni di prevenzione degli infortuni sul lavoro e sui rischi della circolazione stradale, “tutti coloro che in ragione del proprio lavoro, si trovano più o meno spesso alla guida di un autoveicolo”.

Rischio strada: il decreto 81 e gli obblighi dei lavoratori:

A livello normativo il documento ricorda che la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori è regolamentata dal Decreto legislativo 81/2008 che “si applica in tutti gli ambiti lavorativi e per tutti i rischi lavorativi”.

Si sottolinea anche che il datore di lavoro “deve analizzare tutti i rischi per la sicurezza e la salute, cui possono essere potenzialmente esposti i lavoratori, durante lo svolgimento della propria attività lavorativa. Individuati i potenziali rischi, il DVR (documento di valutazione dei rischi) deve prevedere misure di prevenzione, tra le quali l'informazione, la formazione e la sorveglianza sanitaria dei lavoratori che possono essere esposti al rischio”.

Un lavoratore anche alla guida di un autoveicolo deve “prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella di altre persone su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, in relazione alla sua formazione e alle istruzioni e mezzi forniti dal datore di lavoro”

Inoltre, i lavoratori devono:

“osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti ai fini della protezione collettiva ed individuale;

utilizzare correttamente i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza (vedasi le cinture di sicurezza);

utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione (vedasi giubbotti o bretelle riflettenti da indossare a seguito di una sosta del veicolo);

segnalare immediatamente al Datore di lavoro, al Dirigente o al Preposto, le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di sicurezza, nonché le altre condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso d'urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza);

non rimuovere o modificare, senza autorizzazione, i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;

contribuire, insieme al Datore di lavoro, ai Dirigenti e ai Preposti, all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o comunque necessari per tutelare la loro sicurezza e salute durante il lavoro”;

sottoporsi “ai controlli sanitari previsti dalla norma e disposti dal Medico competente;

non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza, ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori”.

Rischio strada: chi è il conducente responsabile?

Il Quaderno dell’Ateneo sottolinea poi che molti individui, “mentre sono alla guida di un autoveicolo, ritengono di avere la padronanza per gestire qualsiasi insidia ricorrente nella circolazione stradale, e assumono comportamenti che risultano invece contrari a quelli dettati dalla sicurezza, nonostante quest’ultima sia considerata come nostro bisogno fondamentale”.

Rischio strada: lo stato psicofisico e il rischio distrazioni

Il documento si sofferma poi sullo stato psicofisico del guidatore e sul rischio distrazioni.

Si indica che lo stato psicofisico di una persona “è alla base dell’origine dei comportamenti”. E “le ragioni del suo equilibrio, ovvero i motivi della sua mutabilità, si ritrovano nelle ‘abitudini quotidiane’, che possono influenzare il nostro modo di comportarci. Le abitudini, quando non sono appropriate, assumono particolare importanza per una ‘ Guida Sicura’ e, quindi, possono e debbono essere corrette, stante la gravità delle conseguenze che provocano”

Ad esempio, bisogna ricordare che tra i fattori di rischio, che provocano distrazione e aumentano le possibilità di incidente, abbiamo:

“un’alimentazione impropria ... consumando un pasto ‘mordi e fuggi’ a base di patatine fritte, sandwich...

l’affaticamento della vista ... causato dalla tensione alla guida o dalle condizioni ambientali...

l’affaticamento fisico ... conseguente agli stress del quotidiano che, spesso, ci sottopone a ritmi di vita troppo intensi”.

Infine, la distrazione rappresenta, tra i rischi della circolazione, la “causa più ricorrente”.

Essere efficiente – continua il documento – “aiuta a rimanere concentrato nella guida. La concentrazione permette una prontezza di reazione e di disporre anche di pochi attimi in più, che sono poi quelli che ci consentono di evitare un ostacolo o un pericolo improvviso, evitandone le conseguenze”.

A questo proposito si sottolinea che “il tempo di reazione, ovvero il tempo necessario a trasformare una percezione in movimento, in una persona in condizioni psicofisiche efficienti, è mediamente, pari a 7/10 di secondo”. E “ad una velocità di 100 km/h si percorrono 27,7 metri in un secondo”.

Non si è mai completamente sicuri, avere a cuore la propria incolumità quando si è alla guida è un  segno di rispetto per te stesso e per gli altri.

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